E’ di questi giorni, dal 5 al 30 giugno, lo spettacolo al Teatro La Scala di Fierrabras, di Schubert.

Un’opera non certo tra le più famose, come peraltro non è famoso lo stesso Schubert, ovviamente per quanto riguarda la lirica.

I dettagli

Una produzione Salzburger Festspiele, una direzione di Daniel Harding, ma soprattutto, una regia di uno dei registi più consapevoli e intensi degli ultimi 40 anni: Peter Stein.

Quello stesso Stein che, come ho letto ormai qualche annetto fa, si è comprato una villa e del terreno a San Pancrazio di Terni, per trovare nel contatto bucolico l’ambiente ideale per le prove con gli attori.

Un autore che a una generazione ha insegnato la calata brechtiana, la politica positivista nell’opera artistica, l’attualizzazione senza attualizzare.

Cosa ne sarà del Fierrabras schubertiano, nelle mani di Stein?

I paladini

Un aspetto che forse ha determinato il poco successo dell’opera (parlo ovviamente di numero di rappresentazioni, non del parere della critica), è la trama.

Il romanticismo lirico è una delle peggiori derive di quello che fu movimento di pensiero prima di tutto liberatorio e nazionalistico.

“Il giovane Werther di Goethe – così recitava un mio professore del liceo – non è che un’auto parodia”. Ebbene, non tutti sarebbero d’accordo con questo professore, su questo non ci piove. Tuttavia va riservato un momento d’attenzione in più a questa trama schubertiana, da libretto di Josef Kupelwieser.

Oggi, molte opere hanno trame decisamente improbabili. “Gioia di vivere, dolore e morte”, così Shcubert stesso la definì, ma non resta che pensare a un piano prettamente musicale.

Per questo mi riservo un giudizio per quando avrò visto la resa che Stein ne farà. Dopo Luca Ronconi, un altro gigante registico la metterà in scena.

Resta tutto da valutare.

Il cast

CAST

Emma Anett Fritsch
Florinda Dorothea Röschmann
Maragond Marie-Claude Chappuis
Fierrabras Bernard Richter
König Karl Tomasz Konieczny (5, 9, 12, 15 giugno)
Sebastian Pilgrim (19, 27, 30 giugno)